Tempi stretti e sempre di corsa. Il lavoratore italiano medio è quello che durante la pausa pranzo non torna a casa, e per piacere o dovere è costretto a mangiare fuori.
Questo andamento, negli ultimi anni, si è trasformato in un vero e proprio business che nel 2009 ha fatto registrare 70 miliardi di euro per consumi fuori casa. I dati del 2010, diffusi durante l’inaugurazione della fiera riminese
”Sapore tasting Esperience” vedono appena un calo del meno 1,2%, insomma per panini, pezzette e surgelati nessuna preoccupazione. . Da una ricerca condotta dal centro studio di Fipe-Concommercio emerge che il pranzo continua ad essere per gli italiani il pasto principale della giornata e per questo, ovunque ci si trovi, è cosa buona e giusta fermare tutto e concedersi la famosa “pausa pranzo”. Ovviamente, dal punto di vista economico ogni dipendente spende una media di 8/10 euro al giorno, insomma le mura domestiche risultano ancora le più economiche. Il pranzo al ristorante (l’indagine ha escluso fast food e pizzerie) viene vissuto come occasione di convivialita’ o per festeggiare ricorrenze particolari (44%). Per le donne e’ anche occasione per non dover cucinare (23,5%). Quanto agli stili alimentari a pranzo prevalgono i pasti con almeno tre portate ed il pesce viene molto piu’ facilmente consumato al ristorante.



















