Cucinare è bello e sano

La riscoperta di antichi valori

di marica fonti

Una recente ricerca condotta sulla modificazione degli stili di consumo in Europa ha rivelato che le persone passano più tempo in casa, spendono meno e consumano più cibo fatto in casa.

Dati interessanti che hanno già destato l’interesse di alcune grandi multinazionali, decise ad analizzare questi nuovi atteggiamenti per trarre considerazioni utili su come gestire il proprio business nel futuro prossimo.

Il Dott. Sinibaldi, psicoterapeuta fondatore del Centro di psicologia clinica e ricerca sociale Ferrari Sinibaldi, riconosce in questi atteggiamenti la necessità di riappropriarsi di alcune scelte che riguardano la propria vita, ad esempio “che cosa mangiare”, scelta che negli ultimi periodi è stata fortemente influenzata dalle strategie di marketing a discapito di una valutazione più personale e consapevole.

A tale proposito, è significativo l’aumento della richiesta di prodotti biologici e la ricerca di beni e cibi naturali.

cucinaredaseIn particolare, nel tornare a soluzioni essenziali, a cibi semplici e senza componenti chimici, sembra celarsi la volontà di prendersi maggiormente cura di sé e questo trova la sua massima espressione nel ritorno della voglia di cucinare da sé il proprio pasto.

Questo anche perché il recupero della manualità in cucina, dello scegliere gli ingredienti, della sensazione di controllo sulla loro trasformazione e cottura, fanno percepire maggiore autonomia e capacità rispetto all’astrazione della maggior parte delle professioni di oggi e aiutano a ridurre lo stress quotidiano.



Tutte queste dinamiche psicosociali dimostrano che la crisi solo non è un fenomeno tecnico-finanziario, ma rappresenta un necessario cambiamento dovuto ad un modello sociale che non regge più.

E’ naturale concludere che questi nuovi atteggiamenti si rifletteranno inevitabilmente sui consumi alimentari.
Secondo il Dott. Ferrari aumenterà l’acquisto di ingredienti e prodotti per produrre da sé alcuni alimenti come il pane, i dolci, la pasta, lo yogurt. Aumenteranno anche le iscrizioni a corsi di cucina o gli acquisti di strumenti professionali per la lavorazione e la cottura del cibo.

Il marketing alimentare deve quindi necessariamente tenere conto di queste tendenze e modificare di riflesso le proprie.


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