Finanziamenti Alimentari

LA FINANZA AGEVOLATA ED IL MARKETING ALIMENTARE

di marco palumbo

In qualità di professionista che opera nel settore della finanza agevolata, mi capita spesso di sentirmi chiedere domande del tipo “che finanziamenti ci sono per il mio settore?”.

Le opzioni possibili a tale domanda sono due: la prima è quella di rispondere in modo evasivo, la seconda è quella di fornire all’interlocutore un quadro di riferimento per capire i meccanismi delle agevolazioni finanziarie, e comprendere quindi che la domanda di cui sopra non ha una risposta immediata.

In questa sede, approfittiamo dello spazio a disposizione per seguire la seconda opzione, fornendo appunto un quadro di riferimento per muoversi nel mondo della finanza agevolata, con il punto di vista di chi opera nel settore dell’agroindustria in generale e del marketing alimentare in particolare.

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Le fonti normative

La finanza agevolata comprende quegli strumenti di finanziamento basati su normative sopranazionali (comunitarie e non), nazionali, regionali. Tipicamente:

  • le agevolazioni di gestione sovranazionale e comunitaria permettono il finanziamento anche di progetti di importo molto significativo; peraltro, l’iter procedurale è molto complesso e, per le agevolazioni di fonte comunitaria, è di norma richiesto il requisito della transnazionalità (vale a dire il progetto deve coinvolgere più soggetti appartenenti a diversi Stati membri);
  • le agevolazioni di fonte regionale prevedono di norma un iter procedurale piuttosto semplice. D’altra parte, è ovviamente previsto che il progetto sia effettuato in prevalenza nel territorio della Regione interessata; inoltre, le normative di riferimento e/o la limitatezza dei fondi disponibili permettono per lo più il finanziamento di progetti di importo limitato;
  • le agevolazioni di fonte nazionale presentano caratteristiche intermedie rispetto alle due categorie sopra indicate.

Si precisa che la quota di gran lunga principale dei fondi erogati dall’Unione europea sono riconducibili ai cosiddetti Fondi strutturali, la cui gestione è di fatto delegata ai singoli Stati e, in misura maggiore, alle singole Regioni. Tali Fondi sono quindi riconducibili più alle logiche delle agevolazioni di gestione nazionale e regionale che alle logiche delle agevolazioni di fonte comunitaria.

Le forme tecniche di agevolazione

Le agevolazioni possibili sono di varia natura, ma sono sostanzialmente riconducibili alle seguenti due principali categorie:

  • contributi a fondo perduto, categoria che comprende i contributi in conto capitale, i contributi in conto impianti (su immobilizzazioni), i contributi in conto gestione (su costi d’esercizio), i crediti di imposta ed i bonus fiscali;
  • finanziamenti agevolati, categoria che comprende i finanziamenti agevolati in senso stretto (erogati dallo stesso ente agevolante) ed i contributi in conto interessi (su finanziamenti erogati da istituti bancari od enti finanziatori in genere). Nel caso in cui l’operazione sottostante sia una locazione finanziaria, si parla, rispettivamente, di leasing agevolati e di contributi in conto canoni.

Sempre più frequente è la situazione in cui uno strumento agevolativo preveda, allo stesso tempo, la combinazione di agevolazioni appartenenti ad entrambe tali categorie.

Ad esse, si aggiungono gli interventi in conto garanzia (garanzie a fronte di finanziamenti erogati da enti finanziatori in genere), e gli interventi in conto capitale sociale (acquisizione temporanea, da parte di un soggetto pubblico, di quote di partecipazione di minoranza nell’impresa beneficiaria).

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I limiti comunitari

Per evitare distorsioni alla concorrenza, la normativa comunitaria limita la possibilità per gli Stati membri di concedere agevolazioni alle imprese (cosiddetti “aiuti di Stato“) a determinate situazioni (piccole e medie imprese, aree depresse, ricerca e sviluppo, aiuti all’occupazione, formazione professionale, ecc.).

Di particolare rilevanza in questa sede sono le norme relative alla concessione di aiuti per il settore dell’agricoltura e della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli. Il principale provvedimento di riferimento è rappresentato dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-13, pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. C 319 del 27 dicembre 2006. Si tratta di una struttura normativa molto complessa, il cui commento analitico non è evidentemente nelle finalità del presente intervento. Può essere sufficiente evidenziare che sono ritenuti ammissibili i seguenti aiuti destinati a incoraggiare la produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli di qualità:

  • fino al 100% dei costi per ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto, inclusi gli aiuti concessi per la preparazione delle domande di riconoscimento delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o delle attestazioni di specificità in conformità della normativa comunitaria pertinente;
  • fino al 100% dei costi di introduzione di norme di assicurazione della qualità, quali le norme delle serie ISO 9000 o 14000, di sistemi di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo (HACCP), di sistemi di tracciabilità, di sistemi per garantire il rispetto dell’autenticità e delle norme di commercializzazione o di sistemi di audit ambientale;
  • fino al 100% dei costi di formazione del personale chiamato ad applicare i programmi e i sistemi suddetti;
  • fino al 100% dei costi dei contributi richiesti dagli organismi di certificazione riconosciuti per la certificazione iniziale dell’assicurazione di qualità e di sistemi analoghi;
  • fino al 100% dei costi delle misure obbligatorie di controllo adottate in virtù della normativa comunitaria o nazionale da o per conto delle autorità competenti, tranne ove la legislazione comunitaria stabilisca che tali costi devono gravare sulle imprese;
  • 3 000 euro al massimo per azienda per la partecipazione a sistemi di qualità.

Gli aiuti alla pubblicità a favore dei prodotti agricoli possono essere autorizzati se la campagna pubblicitaria si incentra sui prodotti di qualità, ossia su denominazioni riconosciute dall’Unione europea (ad esempio le DOC, le DOP o le IGP) o per marchi di qualità nazionali e regionali. Inoltre, la campagna pubblicitaria non deve essere dedicata direttamente ai prodotti di una o più imprese. I riferimenti all’origine sono permessi se sono identici a quelli registrati a livello comunitario, nel caso di denominazioni riconosciute dall’Unione europea, o se sono accessori nel messaggio, nel caso di marchi di qualità nazionali o regionali.

Gli effettivi strumenti di agevolazione

Si sottolinea ancora che quanto sopra si riferisce ai limiti previsti dalla normativa comunitaria, non ad effettivi strumenti agevolativi. Per conoscere questi, bisogna analizzare gli strumenti previsti dallo Stato e dalle singole Regioni di interesse.

In linea di principio, le attività di marketing e commerciali in quanto tali non sono tra quelle destinatarie di maggiori fondi. Peraltro, diversi strumenti sia nazionali che regionali prevedono contributi e finanziamenti a fronte di spese per “servizi reali”, forniti da professionisti e società specializzate ad imprese industriali. Tali strumenti di agevolazione possono essere utilizzati dalle imprese beneficiarie, evidentemente, per acquisire consulenze e servizi in genere, utili soprattutto in fase di impostazione della strategia di marketing e commerciale, più che in fase esecutiva (in altre parole, è più probabile finanziare la consulenza che la campagna pubblicitaria).

Non è peraltro rara la previsione di finanziamenti a favore delle attività di servizio, ciò che può permettere ai fornitori di servizi di ottenere agevolazioni per ampliare la propria attività, acquisire macchinari ed attrezzature utili, ridurre il costo del personale, ecc..

Si precisa anche che quasi tutti gli strumenti prevedono agevolazioni solo per iniziative ancora da avviare, o comunque per spese in gran parte da effettuare, e non per iniziative già concluse.

Non è possibile in questa sede fornire un quadro esauriente degli strumenti agevolativi di cui si parla. Il modo per approcciare correttamente il mondo della finanza agevolata, e qui ci colleghiamo con la domanda iniziale (”che finanziamenti ci sono per il mio settore?”), prevede i seguenti step:

  • definire (non necessariamente con precisione assoluta, ma almeno con chiarezza) il tipo di strategia e di iniziative che si intendono perseguire;
  • analizzare il panorama degli strumenti agevolativi, per individuare quello o quelli di possibile interesse;
  • eventualmente, adattare la propria strategia e le proprie iniziative agli strumenti individuati;
  • presentare le domande di agevolazione, avviando così l’iter procedurale per l’ottenimento dei finanziamenti e dei contributi attesi.
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