Per l’agricoltura, quello passato, è stato un anno da dimenticare. In tutti i sensi. Bisogna essere proprio un ottimista inguaribile per vedere migliorare una situazione ancora molto nera.
Infatti nel 2009 si è assistito a una vera e propria chiusa di aziende agricole, si parla di meno 30 mila, secondo i dati della Cia, confermati poi dal ministro delle politiche agricole. Negli ultimi mesi, infatti, i costi di produzione sono aumentati tra l’8 e il 9% , a fronte di notevoli tagli nei prezzi delle materie prime. Il tutto con conseguenze disastrose che stimano una perdita in 1,5 miliardi di euro (Coldiretti), mentre stando a ciò che dice Confagricoltura si arriva addirittura a oltre 2 miliardi spalmati su un arco d itempo d i5 anni.
A pagare cara la crisi sono state soprattutto le areee delle coltivazioni agricole (-5,5%), mentre gli allevamenti sono riusciti a contenere con solo il - 1,1%. A subire i danni maggiori è stato il comparto della produzione ceralicola (-21%), con il -39% per il frumento. In rapporto, i dati dell’ortofrutta vanno alla grande, in leggero aumento.
Con questo quadro piuttosto grigio, come si andrà incontro al 2010? E’ vero che qualche segnale positivo sta arrivando. Sì, magari sono solo parole del Ministro delle Polticihe Agricole, ma proprio come incoraggia lui “bisogna avere fiducia”. Fiducia soprattutta nelle imprese che producono prodotti unici e artigianali.





















